L’isola che non c’è

Corsi serali

Ottobre 27, 2009 · Lascia un Commento

Per farla finita coi rami secchi (fatiche e ardori di una grande giardiniera)
di Alessandro Cartoni

E’ ormai fuor di dubbio che il ministro Gelmini passerà alla storia per i suoi indiscussi meriti di “grande giardiniera”. Con tale definizione non si intende ovviamente una metaforica attenzione agli aspetti più importanti della pedagogia moderna ma il più pedestre “furor” economico volto alla liquidazione degli innumerevoli rami secchi della scuola (e della università) italiana. Tant’è che alla fine apparirà ben chiaro come l’intero sistema scolastico del paese non sia per lei nulla più che una grande metastasi vegetale degna di una robustissima sfrondata.

Lo si è detto più volte, ciò che non crea valore economico immediato, non solo non è utile agli occhi della giardiniera, ma è tarato dal vizio di fondo di una immoralità originaria. Avvalora questa lettura il recente discorso del “teorico” Brunetta, il quale discrimina tra buoni dipendenti (obbedienti, zelanti e silenziosi) e fannulloni viziati dal “culturame” post giacobino degli anni ‘70. Noi insegnanti, per vocazione e studi, saremmo allora pericolosamente vicini ai nemici pubblici dell’efficienza e della virtù. Non è lontano il giorno in cui la faccia sventurata di qualche collega sarà ostentata in giro per l’Italia corredata da una eloquente didascalia che recita “culturame degenerato”.

Categorie: attualità