L’isola che non c’è

Una meta chiamata libertà

Ottobre 22, 2009 · Lascia un Commento

Sapevi che sarebbe stata dura. Ogni pensiero era posto al vaglio, forse alla forca. Si lottava, si viveva, c’era attrito. Scontavi ogni presenza, non la passavi liscia, da qualunque parte stessi. Ora puoi stare tranquillo, c’è chi pensa per te, chi conta i soldi e dà le direttive. Puoi dedicarti ai tuoi interessi. Dall’altra parte delle sbarre.

Fabrizio Centofanti

Categorie: racconti